Archivio Ottobre 2007
Ebbene, grazie al morboso addestramento di questi ultimi dodici mesi e all’aiuto di qualche cortese amico, si riparte come ogni volta (in una nuovissima, e migliore veste grafica) sperando sia quella buona. L’alter ego tra lanci e strappi riprende la sua navigazione nel mare magnum delle più o meno invisibili riviste letterarie, senza però elemosinare novità e significative variazioni di rotta rispetto all’ultimo numero del maggio 2006. È innanzitutto centrale l’indirizzo “periodico di estetica e cultura letteraria”. Considerato che la permanenza all’interno della semplice categoria letteraria sarebbe stata, in limitazione, un motivo di biasimo, e tutto sommato anche una mancanza di coraggio, il problema si è posto nel domandarsi: perché mai non utilizzare gli stessi strumenti critici per poter lavorare in termini decisamente meno complementari ampliando così i nostri interessi in ambito estetico? Una domanda senza risposta che è già qualcosa avendo in sé il sapore di una presa di coscienza, e spero non vogliate dubitare della sua bontà. Ma verrebbe da chiedere, allora: di cosa ci siamo occupati in questo numero? Ovviamente, come al solito, di ciò di cui nessuno parla, selezionando quello che giustamente e non è passato sotto silenzio, sia nel bene che nel male. Ogni criterio di selezione è per sua natura un fattore discriminante, condizione che proiettata il nostro andazzo in un’etica, o anche più semplicemente in una condotta da seguire, ciò comporta quasi sempre un imbarazzo; è questo il darsi delle vedute nette e riconoscibili, dacché eventuali e future incoerenze sarebbero per il pubblico ancor più palesi e facili da additare contro.
A dirla tutta, aneliamo occuparci di cultura. Ma questa cultura non si fa trovare, non si fa conoscere, chi ne fa parte si tiene ben nascosto, deve essere una setta ascetica, eremitica, adamantina a fregiarsi di un simile onere, di questa predilezione per la lindezza o, meglio, per il silenzio. Eppure manifestazioni, serate, discussioni ed incontri, premi Barocco e non, prolificano sempre con maggiore impeto, esibendo trofei e commensali compiaciuti; per non parlare poi della magnificente Notte della Taranta, il culmine di ogni rappresentazione identitaria di questo pressappochismo culturale. Orsù dunque: esportiamola, esportiamola, colonizziamoci!
Un discorso a parte andrebbe fatto sempre e solo per la letteratura: fiumane di libri, figli dell’editoriale locale, scorrono sugli scaffali delle librerie. Vengono prodotti con inverosimile continuità ed abbondanza questi ordigni pronti ad esplodere in tutta la propria mediocrità: ma chi mai li leggerà mi chiedo, chi si prenderà la briga di giudicare e debellare le terroristiche ambizioni di questi feticci cartacei? Ah, questi editori alfabetizzati quanto ancóra hanno da capire! Quando comprenderanno che la loro destinazione dignitosa è il farsi fuori da soli?! Contro questa cultura (quella che si fa abbondantemente trovare), anche leccese, ritengo necessarie alcune precauzioni. Si potrebbe iniziare, come regola, con lo smettere di rimpinguare le tasche della suddetta editoria a pagamento; cioè farla finita sia come scrittori paganti che come lettori paganti. Questo rigore sarebbe già qualcosa. L’alter ego, da ciò, si è posto un ulteriore problema: quello di rintracciare all’interno del marasma locale e nazione le rarissime eccezioni, e proprio di queste tratteremo, per quanto possibile, di volta in volta.
L’idea stessa di una scelta tanto restrittiva, come dalla proposta de L’alter ego dovrebbe evincersi con chiarezza, ha uno scopo altrettanto preciso, perentorio. Per allontanarsi con decisione da quella folla enorme che preme verso il suo fine nella maniera più convenzionale, che intende con ciò progredire ed ampliare il proprio bagaglio di conoscenze e farne così un segno distintivo, l’immagine di un miglioramento, come un’istituzione meritoria. Perché non sarà poi tanto utile questo foglio prodotto dalla volontà di pochi, per coloro che erigendo quella istituzione dovranno sforzarsi ed esaurirsi nel crede di essere di fronte a delle utili letture «contro», annodate ad un lavoro oneroso e che, portato avanti, si conclude nel silenzio dell’omologazione, nell’indifferenza della storia. Insomma mi riferisco, come sempre del resto, a coloro che si definiscono fautori di un’arte (e di una promozione) socialmente impegnata, e portatori di una felicità che si merita con il sudore della devozione: che si parli d’ispirazione ideologica o demistificata autoreferenzialità essa vuole solo evitare l’ammissione più crudele, la più sincera, la totale inopportunità ed invivibilità dell’attuale sistema culturale (nonché di questa imperante demagogia che i molti chiamano civiltà!). Detto ciò, L’alter ego vuole adempiere ad un scopo serioso e salvifico: cioè superare l’imbarazzo di questa incomprensione, quella che ci vede erroneamente, sempre e comunque, da una parte dalla barricata. Crediamo si possa andare anche oltre, valicando i limiti di questa dialettica di opposizioni forvianti e pose impegnative. Non è più questa d’attualità. D’altro canto abbiamo smesso già da tempo di occuparci di noi stessi. Non vogliamo alimentare più alcun sospetto. Difficile da capire, ma non saremo mai dalla stessa parte. Come dire: l’art pour l’art ? Forse. Vi svelerò un segreto, anzi il mio è un nobile consiglio, un’esortazione: educate, educatevi! Questa è la cultura dominante, lasciatevi pure colonizzare.
Buona lettura.
angelo petrelli
Dell’Eroico Furore
(Fucine letterarie)
Corso di Scrittura Creativa e Consulenza filosofica
1. Cos’è un testo letterario. Cosa significa leggere. Il problema della lettura come problema ermeneutico.
2. Differenza tra poesia e prosa: tempo della prosa e della poesia, oggettività, soggettività ed intersoggettività.
3. Poesia: cenni di storia della poesia del Novecento.
4. Poesia: suono, ritmo, figura, immaginazione, polisemia.
5. Poesia: il silenzio, l’anamnesi, l’inventare, il produrre, il creare.
6. Poesia: creatività e psicodinamica. Tecniche di liberazione dell’immaginare creativo. (Laboratorio di scrittura)
7. Narrativa: cenni di storia del romanzo del Novecento. (Laboratorio di scrittura)
8. Narrativa: intreccio, fabula, tempo del racconto e del mondo. (Laboratorio di scrittura)
9. Narrativa: senso e polisemia della narrazione. (Laboratorio di scrittura)
10. Narrativa: il flusso di coscienza, la coscienza ricognitiva. Tecniche dell’abbandono (Laboratorio di scrittura)
11. Risultati, confronti e rapporti con editoria e pubblico.
Il corso che si rivolge ad aspiranti scrittori e a quanti vogliano far emergere emotività ed immaginazione latente, si articola in 11 incontri di full immersion di 3 ore ciascuno. Il calendario verrà stabilito dopo l’incontro promozionale, fissato per il giorno 25 ottobre alle ore 18,30 presso il ‘Fondo Verri’ di Lecce, in via Santa Maria del Paradiso.
Info: 328/3292451
by angelopetrelli
qualche foto dell'evento:



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