De.licio.us Dada
Categorie LA GRANDE POESIA

by angelopetrelli

AMORE
 


Così, di colpo
mi colgo sullo specchio
stretto nell'abbraccio
mentre mi proietto
oltre me stesso:
contratto desiderio
e strazio di un soggetto
che mima la fusione. Ma
annulla la finzione e il sogno
di unione più totale
proprio l'oggetto
duro che, intanto,
sale su nel mezzo
di noi due
e che si oppone
corpo estraneo
alla sua stessa affermazione.
 


© 2006, Paolo Ruffilli

poesia edita su www.poetryinternational.org/

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by angelopetrelli

[ Non ha strappato le ali ]

 

non ha strappato le ali alle mosche quando era piccolo

non ha legato i barattoli alla coda dei gatti

né imprigionato gli scarafaggi

nelle scatole di fiammiferi

non ha distrutto le case

delle formiche.

È diventato grande.

E vedere il male che gli hanno fatto.

Quando è morto ero al suo capezzale

e mi ha detto: leggimi una poesia

che canti il sole e il mare

le officine atomiche la luna artificiale

che canti la grandezza dell’uomo.

 

 

1957 nazim hikmet

(traduzione di joice lussu)

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by angelopetrelli

ersht...

 

UNDER THE SUN

 

When Auden wrote about Icarus

He looked at Brueghel’s painting in a framed museum haze.

He did not expose his pupils to the direct glow of light,

and did not open his nostrils to the odor of sage,

and did not undress his body to the touch of a ray that

[ drugs every feeling

that which melts and drips like wax.

 

And now for the young boy who falls from the sky.

 

I was there, in Crete, and saw it myself

and like the peasant I continued to plow

and like the very elegant boat I embarked further on my way

and like the olive I stood

and like the small river I flowed

and like the rock I hardened my heart and didn’t pay

attention to his suffering

and I also said, “a person can’t find – which means

[ understand –

 

what is done under the sun.”

 

Crete, Fall 1988


© Translated by Linda Zisquit
From: Modern Hebrew Literature No. 6
Publisher: Institute for the Translation of Hebrew Literature, Ramat Gan, Spring-Summer 1991

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by angelopetrelli

da "Elegia e altri versi"

 

 

CONTRO MONTE

 

Dove ultima delle mie pene

Soligo fosca si cementa

 al suo monte sdegnato dal cielo,

 dove il fiume sussulta

 e tenta col vano meandro

 liberarsi dal melmoso autunno,

 più vicino al tuo volto

 al tuo corpo embrione aspro del sole:

 là mi riscuoto, là rovescio la vita

 mia, sonno infetto di terra,

 là sei, vera pietra e vera terra

 che arresta e stringe al muro i paesaggi

 e la fuliggine delle alluvioni

 invola contro monte il mezzodì.

 

 

Andrea Zanzotto

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by angelopetrelli

tratto da E X I T revue de poésie

 

Radiosonnet

 

mon livre c’est toi, mon vieil amour:

je t’ai lu tes vertèbres, la peau

de tes poignets : j’ai aussi traduit le vacarme

de tes baîllements : à l’intérieur de tes aisselles

 

j’ai gravé mon mini-journal: la chaleur

de ton nombril est l’un de tes glossaires: dans les

xylographies de tes rides se trouve le cœur

de tes trop nombreux alphabets: aux mamelles

 

de tes brefs chapitres j’ai confié,

ma bible, mes dédicaces pathétiques:

ce sonnet seul, je l’ai copié

 

de ta gorge, maintenant: et j’ai déchiffré

ton vagin, tes artères hermétiques,

tes index, et ton fiel, et ton souffle:

traduit par Francis Catalano

Radiosonetto

 

Il mio libro sei tu, mio vecchio amore:

ti ho letto le tue vertebre, la pelle

dei tuoi polsi: ho tradotto anche il fragore

dei tuoi sbadigli: dentro le tue ascelle

 

ho inciso il mio minidiario: il calore

del tuo ombellico è un tuo glossario: nelle

xilografie delle tue righe è il cuore

dei tuoi troppi alfabeti: alle mammelle

 

dei tuoi brevi capitoli ho affidato,

mia bibbia, le mie dediche patetiche:

questo solo sonetto, io l’ho copiato

 

dalla tua gola, adesso: e ho decifrato

la tua vagina, le tue arterie ermetiche,

gli indici tuoi, e il tuo fiele, e il tuo fiato:

edoardo sanguineti

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by angelopetrelli

Da "Laborintus"

Edoardo Sanguineti


8.

ritorna mia luna in alternative di pienezza e di esiguità

mia luna al bivio e lingua di luna

cronometro sepolto e Sinus Roris e salmodia litania ombra

ferro di cavallo e margherita e mammella malata e nausea

(vedo i miei pesci morire sopra gli scogli delle tue ciglia)

e disavventura e ostacolo passo doppio epidemia chorus e mese di aprile

apposizione ventilata risucchio di inibizione e cosa e strumento

mostra di tutto o anche insetto o accostamento di giallo e di nero

dunque foglia in campo

tu pipistrello in pesce luna tu macchia in aumento lunae

(dunque in campo giallo e nero) pennello del sogno talvolta luogo comune

vor der Mondbrücke vor den Mondbrüchen

in un orizzonte isterico di paglia maiale impagliato con ali di farfalla

crittografia maschera polvere da sparo fegato indemoniato nulla

(aprile 1951)

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by angelopetrelli

Andrea Zanzotto, da “Vocativo”

Esistere psichicamente

 

Da questa artificiosa terra-carne

esili acuminati sensi

e sussulti e silenzi,

da questa bava di vicende

- soli che urtarono fili di ciglia

ariste appena sfrangiate pei colli -

da questo lungo attimo

inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,

da tutto questo che non fu

primavera non luglio non autunno

ma solo egro spiraglio

ma solo psiche,

da tutto questo che non è nulla

ed è tutto ciò ch'io sono:

tale la verità geme a se stessa,

si vuole pomo che gonfia ed infradicia.

Chiarore acido che tessi

i bruciori d'inferno

degli atomi e il conato

torbido d'alghe e vermi,

chiarore-uovo

che nel morente muco fai parole

e amori.

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