De.licio.us Dada

I DIALOGHI SUL GRILLO PARLATORE

02/12/2007 15:37

by angelopetrelli

I DIALOGHI SUL GRILLO PARLATORE

 

Tutto ciò che è presente in questo scritto si riferisce ad anonimi (sostantivo) personaggi immaginari, come del resto il Grillo Parlatore e il suo impero a valle, soggetti e luoghi ed istituzioni che dunque non esistono nel mondo reale che sono, appunto, virtuali, e che considero inesistenti. Questo scritto non è assolutamente polemico. Questo scritto è una Prosa Narrativa frutto della personale immaginazione dell’autore. I fatti sono dunque immaginari. La comunità a cui si riferisce il racconto è anch’essa immaginaria. Anche i dialoghi sono mera finzione letteraria.

 

 

“Mi sono sempre chiesto se sia meglio l’essere osannati da un branco di mentecatti o l’essere una completa nullità: sia nel primo che nel secondo caso stiamo parlando del Grillo.” Affermò AP iniziando la sua discesa dalla cima del monte, verso l’impero dei demagoghi, in fondo alla valle.

“A quanto pare gli astanti a questa discussione, - proseguì - tutti coloro che intervengono (anch’essi anonimi di fatto e di dicitura) figli di uno stato psicologico dimesso, vantano assiologici la grandezza democratica, l’intelligenza del loro boss delle libertà medianiche, e, non a caso, sono sodali pedestri dell’anonimo Grillo Parlatore.”

 

“Vede, anonimo commentatore firmato delle 18:30, - aggiunse AP facendo mente locale - ciò che vale la democrazia ce lo dirà colui che ne ha fatto il miglior uso, e non certo uno degli internatici digitatori di zozze tastiere che seguono il meschino blog dell’immaginifico G!”

 

“Quindi, democrazia dicevamo – riprese AP nella sua evocazione, poco dopo – ma il Grillo, ahimè, non è assolutamente democratico! Ora, dimostrare che questi interventi (quelli presenti sul blog) non siano figli dello stesso Grillo è impossibile (a meno di non aver accesso al contatore del server che fornisce il servizio), ma è pur vero, testimoni alla mano che, viceversa, i commenti poco lusinghieri o critici all’operato dell’ortottero sul blog non vengono mai pubblicati: insomma, anonimo, e, mi ripeto, tutt’altro che democratico, visto che nega il diritto di parola ai dissidenti, quella facoltà che persino gli elleni riconoscevano come fondamentale (quei razzisti dei elleni, per capirci), e non dico il modernissimo occidente per principianti, parresía che il Grillo dispensa a suo piacimento, quando è conveniente, per quanto professi il contrario al riguardo con colpevole ripetitività.”

 

E così andò avanti, passeggiando per viottoli in discesa, fermandosi di tanto in tanto tra un arbusto e l’altro per pisciare – “Il Grillo e i suoi cittadini vivono da soli. Per questo scrivo dal mio blog posto sul monte, per capirci, per avere voce e spazio, per poter in coscienza e in libertà raccontare questo mondo immaginario et orribile che vedo dall’alto verso il basso, questo mondo di bassezze!”

 

“È questa la vera domanda (anche se retorica) che vorrei porle Maestro G  - disse AP prendendo un appunto sulla pergamena che portava con sé –

"Grillo che gronda dell’unguento della tolleranza e della simpatia e della giustizia, si è mai chiesto se ha il diritto di perpetrare il suo operato in questa truffa? Questo suo anonimato in un’azione reale spoglia la realtà del suo valore” disse AP lanciando via il documento e scendendo sempre più dal monte, ormai a poche centinaia di metri dalla valle.

“Il coraggio – proseguì – (quello di avere un nome e un’identità pubblica) distingue di fronte alla realtà (ed una società) i vincenti dai vinti. Di fronte alla realtà Lei è un vile, perciò si rifugia nel suo blog, chiuso, fatto delle sue regole grillocentriche, dove manca persino l’aria per ossigenare il sangue che affluisce al cervello, stalla del fetido, fetida anche più dei biscotti che offre ai suoi lettori! In quanto anonimo Lei non dovrebbe avere il diritto di parlare (e scrivere), Lei e non gli altri ai quali censura i commenti, perché Lei interviene su questioni che riguardano una comunità di individui che esistono e che hanno un nome e cognome, Lei come tutti coloro che non si accollano la responsabilità di ciò che scrivono e dicono, anonimi ed insignificanti. Le risposte che ha dato, Grillo, non valgono niente, bene la rappresentano. Ma capisco anche che Lei è abituato ad interagire con i rappresentati del suo partito immaginario, di conseguenza perché mai cambiare atteggiamento, a cosa le serve una critica?!”

 

Seguendo l’andante della trasmissione di un noto comico televisivo e di uno dei suoi sketch (programma trasmesso anche sul monte): Stronzata o Cazzata? AP riprese la loro fabulosa intervista di qualche secolo prima collegandosi telepaticamente con l’immenso cervellone elettromagnetico- interatico- ieratico e stipsico del Grillo Parlatore così interrompendo il suo monologo per un ben più sano dialogo con la valle metafisica.

AP allora disse - “Per prima cosa volevo chiederle il motivo per il quale ha deciso di aprire un blog”

Rispose il Grillo Parlatore: “Vede…il blog rappresenta l’attuale frontiera della comunicazione: l’informazione a cura degli stessi utenti. Mi permetta un’analogia: se si mischiano 2 o 3 colori ciò che si ottiene sarà sempre un colore. Se si uniscono tanti colori, si ottiene invece il bianco. Nello stesso modo, il blog è il contenitore in cui più menti collaborano criticamente al fine di rendere le notizie quanto più imparziali e complete possibili.  Il pericolo di diffondere false notizie è, quindi, ridotto proprio dallo sguardo democratico di tutti coloro che ne fanno uso. Ne sono esempi alcuni post, in cui delle informazioni un po’ superficiali sono state subito segnalate e approfondite. Perchè [sik*] poi un blog su Arnesano? Ho voluto dare spazio a tutti i concittadini che vogliono far sentire la propria opinione su tanti temi attuali e non estranei al nostro paese. E’[sik**] vero: saranno pure argomenti standardizzati, ma preoccuparsi della propria salute, salvaguardare l’ambiente che ci circonda, dissentire sulle gestione dei soldi pubblici sono problematiche per le quali è bene non tacere ed è auspicabile la viva partecipazione di tutti e con ogni mezzo, anche un semplice blog. A riprova di ciò, forse saprà come alcune iniziative o alcune piccole denuncie siano partite proprio da queste NOSTRE pagine web”. AP disse al dunque, quasi commosso: “Stronzata o Cazzata?”  […] se si mischiano 2 o 3 colori ciò che si ottiene sarà sempre un colore. Se si uniscono tanti colori, si ottiene invece il bianco. Nello stesso modo, il blog è il contenitore in cui più menti collaborano criticamente al fine di rendere le notizie quanto più imparziali e complete possibili.[…] ripeté allora corrucciato G. Allora AP vedendolo offeso, disse: “Brillante! Lei sì che è un superbo animale della comunicazione! Quindi le chiedo ancóra, - aggiunse - Stronzata o Cazzata?”

 

E così AP proseguendo - “Grillo non pensa sia troppo facile, diciamo poco coraggioso, gestire un blog sotto l’egida dell’anonimato?…Un po’ da furbi?”

Rispose il Grillo Parlatore: “Sulla vicenda ho più volte discusso ma non mi pesa ripetermi. La novità nelle piccole comunità è spesso vista con diffidenza, soprattutto quando si decide di dar voce alle denuncie dei cittadini. Il “fine giustifica il mezzo” e un moderatore anonimo è un interlocutore senza colore, senza schieramento, libero da ogni vincolo ed etichetta, con cui tutti possono interagire senza remore e preconcetti, come evidenziano i tanti contributi ricevuti “multi partisan”. “Sì, certo… - chiese nuovamente AP - Stronzata o Cazzata? Lei è veramente convinto di essere “libero”? Lo sa sordido Grillo che “il fine giustifica i mezzi (il mezzo)” è un motto per gesuiti assassini?!” “Lei è un gesuita?”  - chiese AP – e il Grillo fece cenno di no. “Allora Lei è un assassino?” proseguì AP, e G fece ancóra lo stesso segno di deniego.

“[…]un interlocutore senza colore, senza schieramento, libero da ogni vincolo ed etichetta,[…]” ripeté G. ed ancóra AP gli chiese: Cazzata o Stronzata? “[…]con cui tutti possono interagire senza remore e preconcetti, come evidenziano i tanti contributi ricevuti multi partisan”. “Cazzata o Stronzata?” Questo ottenne G per ennesima volta, G che si offese tanto da minacciare AP con un bastone che aveva tirato fuori dal proprio ano (sfintere anch'esso metafisico).

“Quindi, mi chiedo, - disse AP, dopo aver disarmato telepaticamente il Grillo – chi siete Voi: Grillo Parlatore o Pidocchio (quello che mente sempre)?! O forse credete di essere il sommo Platone nella caverna..?!”

“E voi, poi, pecoroni – AP disse voltandosi e guardando sempre più in basso verso la soglia dell’infimo, dopo aver lanciato via la verga maleodorante, quasi oltre la valle, oltre, più in basso che mai verso i pecoroni – , (voi assillanti anonimi che commentate sul blog): quello che il Grillo non ha la vergogna di raccontarvi, creduloni, siete così mutevoli, eccitabili, ma anche così monotoni, commedianti; avete qualche motivo di troppo per farvi prendere in giro da chicchessia, troppe frustrazioni, troppe convinzioni, sareste degli ottimi idioti da stadio!Un’esilarante povertà di istinto vi porta a partecipare al banchetto delle carogne messo su dal vostro caro ortottero, immersi in questa truffa morale e demagogica non sapete che battere le mani, e sollazzarvi nello sfruttare gratuitamente il collegamento internet dai vostri uffici da sottoposti subalterni in parte parastati e paraplegici. Queruli principianti, salàci accattoni, siete meno del Grillo, compassionevoli! Vi dico: ho l’impressione che non vi vogliate bene, se solo aveste la dignità di avere un nome, anche voi, o almeno di stare zitti, o di praticare su voi stessi una qualche forma di eutanasia!” concluse per un attimo AP.

“Su una cosa però Lei ha ragione Grillo sordidus, - riprese AP accarezzandosi la barba - gliene do merito: le ho fatto pubblicità G, prima maneggiava trenta contatti, ora ne possiede quasi settanta giornalieri; sarà eccitato, immagino, nella sua caverna ben temperata per tutta questa abbondanza. Nemmeno la vanità le fa fede, insetto fondatore della libertà della valle!”

Mi chiedo – disse Ap ripresa la sua discesa: “ Quanta cattività le servirà per andare avanti d’ora in poi, quanto piacere proverà nel sapere che la falsità ha avuto ragione su delle labili menti in metastasi? Che l’imbecillità di coloro che la eleggono è sua stessa imbecillità? In definitiva, Grillo, lei è un ottimo rappresentante, il migliore, farà strada lei, simpatetico piccolo Abramo!”

E così concluse, oramai a valle, quasi stremato dal lungo cammino: “Io la conosco Grillo, ed è giusto che le sia permesso di strisciare, demagogicamente libero, vada, vada! Strisci pure, è tutta sua questa terra senza speranza che qualcuno scrisse desolata.”

AP scomparve nella nebbia della valle, in silenzio, e non si seppe più niente di lui. Nessuno dall’alto venne a cercarlo.


 

                                                       ANGELO PETRELLI

 


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note

* (perchè) refuso presente nell’originale immaginario nella mente del Grillo

** (E’) refuso presente nell’originale.

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